Equilibrismi - Suono - Febbraio 2026

Petra Magoni & Finaz «Equilibrismi» – SUONO

Recensione · Esclusiva

Petra Magoni & Finaz
«Equilibrismi» fonè — SUONO

L’arte sottile di un equilibrio perfetto: voce, chitarra e un salto nel Novecento

I due artisti toscani si sono cimentati in un’impresa artistica che in pochi possono portare a termine in modo magistrale, come in questo CD che, non a caso, si intitola Equilibrismi. Petra Magoni alla voce (e che voce!) ha dimostrato per l’ennesima volta le sue capacità artistiche interpretative a tutto tondo: attrice di cinema e di teatro ma soprattutto cantante. Desidero solo ricordare la sua importante partecipazione al riuscito progetto Musica Nuda con Ferruccio Spinetti, bassista della Piccola Orchestra Avion Travel, e tralascio le altre importanti partecipazioni a eventi come il Festival di Sanremo, prima tra le Nuove Proposte e poi tra i Campioni.

Alessandro Finazzo (detto Finaz), laureato in filosofia, non ha mai smesso di suonare la chitarra che, alla fine, è diventata il suo impegno principale come fondatore e componente della Bandabardò. Le sue collaborazioni con altri importanti artisti sono infinite: inutile enumerarle tutte, ma Franco Battiato, Inti Illimani e Stefano Bollani sono nomi che non posso esimermi dal nominare. Con Petra, Finaz disegna un mosaico sonoro dove ogni armonia sembra sospesa.

«Equilibrismi è un salto mortale all’indietro di grande difficoltà: all’indietro perché, oltre a brani composti dal duo, vi sono brani del XX secolo (Sting, P.P. Pasolini-Modugno, Lennon-McCartney) e tutti i brani godono, una volta tanto, di un delicato gioco elettronico di raddoppio di voce e chitarra che mai diventa invasivo, anzi mette in evidenza le grandi doti musicali e vocali di Magoni e Fi-naz, creando un’atmosfera calda avvolgente. Come sempre questo dischetto è stato realizzato da Giulio Cesare Ricci in formato digitale SACD e DSD.
 
 
 
🔹 Dettaglio audiofilo — Come sempre questo dischetto è stato realizzato da Giulio Cesare Ricci in formato digitale SACD e DSD. La cura del suono è maniacale: dinamica impressionante, spazialità naturale e una presenza vocale che sembra sussurrare nell’orecchio dell’ascoltatore. Un riferimento per gli amanti dell’alta fedeltà.
 
Roberto Rocchi

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