CHITARRE VAGABONDE – Mesolella & Ascolese – Suono
Chitarre Vagabonde – Suono: l’ultimo abbraccio musicale tra Giulio Cesare Ricci e Fausto Mesolella
✍️ Roberto Rocchi
Un album che Giulio Cesare Ricci ha voluto dedicare all’amico, scomparso nel 2017, Fausto Mesolella. Si tratta di un duo di chitarre registrato nell’ottobre del 2004 presso l’Auditorium Centro Leo Amici di Caserta, insieme a Fausto Mesolella si esibisce un altro grande campano, vale a dire Michele Ascolese. Perché Chitarre Vagabonde? Mi piace pensare che le chitarre, intese come strumento, di loro siano vagabonde proprio perché seguono fedelmente l’artista in tutti i suoi spostamenti e un po’ assorbono lo stile di vita vagabondo di chi le suona.
Un altro pensiero può essere ritrovato nei quindici titoli che compongono il disco, vagabondo perché le musiche non hanno una vera e propria connotazione geografica, si scorre velocemente dal Brasile di Jobin all’Italia di Bruno Martino e degli Avion Travel, di cui Mesolella ha fatto parte per molti anni, alla terra panamense di Almaran, all’Uruguay di Rodriguez, al Messico di Consuelo Velasquez, al Portogallo di Ferrao, insomma artisti di tutto il mondo di cui vengono riprodotti i singoli e riconoscibilissimi cavalli di battaglia, interpretati da Mesolella e Ascolese con il tipico trasporto che gli artisti campani riescono ad inserire nelle melodie, tratti musicali che riportano al Blues o al Jazz rimanendo però fedeli all’anima del brano stesso.
Insomma, il valore interpretativo risulta di grande rango, coinvolgente e appassionato. Quindici brani intensi che ti costringono a inchiodarti lì, seduto all’ascolto dedicando estrema attenzione a non perderti neanche una nota, neanche una goccia di quell’amore che Fausto Mesolella offriva generosamente a ogni sua esibizione.
Roberto Rocchi



