Intervista Giulio Cesare Ricci Qobuz 2026

Giulio Cesare Ricci e la sua Fonè: il suono del genuino per la verità acustica – Qobuz Magazine

Un incontro con Giulio Cesare Ricci, fondatore di Fonè e artefice della rivoluzione italiana nella registrazione musicale; con lui la cattura del suono si eleva a un’arte di fedeltà e autenticità
 
📅 16 aprile 2026
📰 Qobuz Magazine
🖊️ Diego Macis

Giulio, Fonè è diventata una delle etichette più rispettate nel mondo della registrazione audio. Qual è stato il momento in cui hai capito che la tua visione avrebbe avuto un impatto tanto forte sulla scena musicale?

“Devo dire che non c’è stato un momento preciso. Ho concretizzato un sogno che avevo da bambino. A 10 anni sognavo di fare i dischi e a 21 ho aperto una ditta per iniziare a farli. Da 10 a 21 anni, ho ascoltato tantissima musica soprattutto dal vivo e ho studiato e lavorato per essere autonomo, economicamente parlando, per iniziare il mio sogno aprendo una casa discografica. I punti fondamentali sono stati: mettermi al servizio della musica e dei musicisti, registrare sempre ed esclusivamente in luoghi con acustica naturale anche storici (teatri, castelli, ville….), allergia totale alla manipolazione, no a sistemi di compressione e espansione, no a equalizzatori e no ai riverberi artificiali, solo tecniche naturali di registrazione, utilizzo di tecnologia analogica, digitale e valvolare allo stato dell’arte.”

Il luogo ideale per ogni progetto

Fonè è famosa per registrare in spazi naturali e storici, come chiese, teatri e ville. Come scegli il luogo ideale per ogni progetto?

“La scelta di un determinato spazio influisce tantissimo sul risultato finale. Riferendoci alla musica classica, barocca, romantica, la scelta è in luoghi che storicamente sono in linea con le musiche che verranno eseguite. Per le produzioni discografiche di musica barocca, Vespri, Messe, Oratori, Cantate, comprese le incisioni d’organo, sono state le chiese la scelta più ovvia. Per formazioni cameristiche, Orchestra da Camera, trii, quartetti, quintetti…, la scelta è andata su piccoli teatri di tradizione ottocentesca o Salotti di Musica di ville storiche. L’Opera lirica, rigorosamente in teatri storici all’italiana. Infine la grande Orchestra, in grandi teatri o grandi auditorium. Totale allergia agli studi di registrazione, propriamente detti. Anche nel jazz e nella musica contemporanea/pop, ho sempre utilizzato luoghi che avessero ‘un’anima sonora’.”

Tecnologia analogica e digitale

Nel corso della tua carriera, hai avuto l’opportunità di lavorare con alcuni degli strumenti audio più leggendari. Qual è la tecnologia o l’apparecchiatura che più ti affascina?

“Sono nato analogico e a valvole, quindi per me l’analogico è sempre stato un riferimento qualitativo straordinario. Mi riferisco ai microfoni valvolari (Neumann U47, U48, M49) e ai registratori a nastro (Nagra 4s, Nagra T, Ampex ATR 102, Studer C37 e Studer J37). Non c’è un’apparecchiatura in particolare che mi affascina, ma tutto il sistema; mi riferisco alle macchine per registrare, al trasferimento del master analogico su lacca grazie al tornio di incisione, allo stampaggio del vinile. Ma anche il dominio digitale mi ha impegnato tantissimo, in particolare vorrei citare il periodo dal 1998 al 2008 dove ho collaborato con il Centro Ricerche Philips di Eindhoven per il SuperAudioCD.”

“Ho un grande vantaggio, mi chiamo Giulio Cesare e quindi Giulio è analogico Cesare è digitale, insieme abbiamo fatto una squadra meravigliosa che sta operando da oltre 43 anni.”

I dischi a cui tiene particolarmente

Per concludere vorresti consigliare ai nostri lettori 3 album a cui tieni particolarmente, rilevanti nella tua formazione musicale?

“Scegliere 3 album da un catalogo che ne conta centinaia e centinaia, non è semplice ma di getto ti rispondo.

Nel barocco, LE QUATTRO STAGIONI di Antonio Vivaldi, Orchestra da Camera Italiana e Salvatore Accardo direttore e violinista.
Nel classico, GUSTAV MAHLER Sinfonia nr. 2 in do minore “Resurrezione” Orchestra e Coro Teatro Regio Torino, Gianandrea Noseda direttore.
Nel romantico, I VIOLINI DI CREMONA Salvatore Accardo violino, Laura Manzini piano.
Nell’opera, INVITO ALL’OPERA Raina Kabaivanska, Carmela Remigio, Patrizia Ciofi, Camerata Strumentale di Santa Cecilia, Leone Magiera direttore.
Nel Jazz, BALLADS FOR AUDIOPHILES Scott Hamilton sax, Paolo Birro piano, Aldo Zunino contrabbasso, Alfred Kramer batteria.
Nel pop strumentale, LIVE AD ALCATRAZ Fausto Mesolella chitarra.
Nel pop strumento e voce MUSICA NUDA Petra Magoni voce, Ferruccio Spinetti contrabbasso.
Nel contemporaneo, DAVID TORADZE Piano Concerto, Alexander Toradze piano, Orchestra della RAI, Gianandrea Noseda direttore.”

Qual è stato invece l’ultimo brano che hai ascoltato ieri?

“L’ultimo brano che ho ascoltato, durante il Gran Galà dell’Alta Fedeltà di Roma 2026 da me organizzato, è stato fuoco tratto dall’album I 5 elementi (La creazione – terra – acqua – aria – fuoco – etere) di Alessandro Quarta.”